Possibile insegnare alle vacche a sporcare meno?

Uno studio cerca di capire se gli animali possono imparare a usare un posto stabilito

921

Addestrare una vacca a fare i suoi bisogni in un angolo della stalla come se fosse un animale domestico è possibile?

Se lo sta chiedendo, conducendo uno studio apposito, un team di biologi tedeschi e neozelandesi che sta monitorando il comportamento dei bovini per capire se siano in grado di tenersi pulita la stalla e, quindi, di proteggersi meglio dalle malattie.

Se gli animali domestici sono generalmente addestrati per quanto riguarda i loro bisogni, e anche i maiali cercano un angolo appartato, i bovini (che producono in media da 20 a 30 litri di urina al giorno e da 30 a 40 kg di feci) non sembrano essere in grado.

Tuttavia, dopo anni di ricerca, gli scienziati hanno rilevato che grazie a metodi di apprendimento associativo le vacche sarebbero in grado di individuare un punto della stalla dove poter rilasciare feci e urine. Per mesi si è tentato di addestrarle utilizzando appositi box facilmente identificabili: se l’animale urinava al di fuori dell’area predisposta riceveva una breve doccia, mentre se avveniva all’interno del box veniva premiata con una ricompensa alimentare. «Gli esperimenti hanno dimostrato che i bovini possono essere addestrati a controllare il comportamento escretorio – spiegano gli scienziati -: le tecniche di condizionamento operante, che si concentrano sulla ricompensa del comportamento desiderato, hanno dimostrato il loro valore. Oggi bisogna sviluppare metodi pratici che possano essere utilizzati nella routine quotidiana dell’azienda».

Questo significherebbe ridurre le emissioni libere di ammoniaca che contribuiscono alla cattiva qualità dell’aria e dell’acqua e possono provocare malattie negli animali. Un altro passo avanti nel benessere animale.

Ma, nonostante gli sforzi di ricerca in molti paesi (Inghilterra, Australia e Canada), la strada è ancora lunga. «Se fossimo davvero in grado di utilizzare l’intelligenza degli animali per predisporre un luogo specifico per il comportamento escretorio dei bovini, tutti ne trarrebbero vantaggio: gli animali, gli allevatori e l’ambiente», concludono i ricercatori.