Le contraddizioni dell’etichetta a semaforo

Scorretto considerare la salubrità di un alimento senza tener conto della quantità

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Le etichette a semaforo e a batteria sono due diverse filosofie di intendere le etichette nutrizionali e con loro due modi opposti di considerare gli alimenti e il loro apporto nutrizionale che stanno facendo discutere l’Europa, in vista dell’obiettivo della Commissione Europea che entro la fine del 2022 intende proporre un sistema di etichettatura nutrizionale obbligatorio armonizzato a livello comunitario. Una battaglia fondamentale che potrebbe incidere sulle abitudini alimentari dei consumatori e di conseguenza incentivare e penalizzare i modelli di produzione del cibo. I due blocchi contrapposti sono guidati da una parte da Francia e Germania e dall’altra dall’Italia, con in testa la Coldiretti, la maggior Organizzazione agricola Europea.

Il Nutri-Score funziona come un semaforo, utilizza infatti cinque lettere e cinque colori – dalla ‘A’ verde scuro alla ‘E’ rossa – per dare un giudizio sulla qualità nutrizionale degli alimenti, in base al livello di zuccheri, grassi e sale, calcolati su una base di riferimento di 100 grammi di prodotto.

Dall’altra l’Italia, con il sostegno della Coldiretti, propone la NutrInform Battery che valuta non i singoli cibi ma la loro incidenza all’interno della dieta. L’etichetta è pensata come una batteria e reca l’indicazione di tutti i valori relativi ad una singola porzione consumata. All’interno del simbolo vengono indicate quindi le percentuali di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalle singole porzioni rispetto alla quantità giornaliera raccomandata. L’obiettivo è quello di contribuire a definire un metodo per combattere le patologie legate a scorrette abitudini alimentari.

«L’etichetta Nutrinform è un sistema di etichettatura nutrizionale alternativa al modello a semaforo che si sta diffondendo nei paesi del nord Europa sotto la spinta delle multinazionali che invece penalizza la dieta mediterranea e l’85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop – Igp)», spiega la Coldiretti che sta conducendo una impegnativa battaglia a livello nazionale ed internazionale nei confronti di sistema fuorvianti, discriminatori ed incompleti.

«Si rischia – evidenzia il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – di promuovere, come sottolinea da tempo la nostra Confederazione, un sistema che paradossalmente esclude dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta. E di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire elisir di lunga vita come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea».

L’etichetta nutrizionale dei prodotti alimentari a batteria non attribuisce presunti “patentini di salubrità” ad un alimento e soprattutto esclude i prodotti a marchio Igp e Dop che sono già soggetti ad una forte regolamentazione europea ed a disciplinari specifici che ne garantiscono la qualità e la sicurezza.

«L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non nei singoli prodotti – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. L’esempio della dieta Mediterranea è la fotografia dell’obiettivo dei due modelli e ci fa capire dove sta la ragione. L’etichetta a semaforo la squalifica con i suoi colori nei singoli prodotti, mentre l’etichetta a batteria la valorizza. Stiamo parlando della migliore dieta al mondo come è stata classificata dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori.

Inoltre con i suoi piatti diversificati e legati alla tradizione locale la dieta mediterranea contribuisce a conferire all’Italia il record di longevità in Europa, con la Sardegna che è in percentuale, tra centenari e abitanti, una delle Regione più longeva del mondo ed è una delle cinque Blue Zone, aree del mondo con la più alta concentrazione di centenari».