Dimezzate le stalle italiane, serve una strategia

Gli allevamenti sono scesi da 50 mila a 26 mila con effetti su economia e occupazione

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Cute white and brown calf looking at camera in barn. Meat industry concept.

Nel giro dell’ultimo decennio le stalle Italiane si sono quasi dimezzate, passando da 50mila a 26mila, con effetti irreversibili sull’occupazione e sull’economia. «E se non si inverte la rotta, con politiche di sostegno alle stalle, il rischio è che a sparire siano anche le eccellenze agroalimentari, come i formaggi Dop».

Questo l’allarme lanciato dal presidente di Coldiretti Ettore Prandini, che nelle scorse settimane ha richiamato il problema dei costi di produzione troppo alti in zootecnia e di una concorrenza sleale che sta decimando i produttori di formaggi italiani. In gioco c’è il futuro di un settore che vale 16 miliardi con 100mila occupati e produce ogni anno oltre 12milioni di tonnellate di litri di latte vaccino.

Anche in Piemonte, la situazione è delicata: in base ai dati dell’anagrafe della Regione Piemonte le aziende agricole erano 70.780 nel 2005, 62.706 nel 2010, 42.150 l’anno scorso e 40.152 quest’anno. In provincia di Cuneo le imprese attive nel 2021 sono 16.030, in calo rispetto alle 16.720 del 2020.

«Nonostante la riduzione del numero delle imprese si mantiene sostanzialmente stabile la percentuale di giovani agricoltori: i titolari di azienda con meno di 41 anni erano il 14% nel 2010, mentre quest’anno sono il 13,6%. Ciò significa che il settore primario ha la necessità di un forte ricambio generazionale per poter affrontare con vigore le nuove sfide sul fronte della competitività e dell’internazionalizzazione.

Occorre migliorare l’efficacia delle politiche agricole per favorire uno sviluppo sostenibile delle imprese. Inoltre due problemi che ci assillano da troppo tempo e che devono trovare al più presto soluzione: la riduzione della burocrazia e la lotta agli animali selvatici che rappresentano ormai una piaga per le imprese agricole piemontesi», ha commentato Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte.