Il Made in Italy funziona

Nonostante il contesto, +18% sulle export

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bunch of Italian pasta type on a white rustic table

Il Made in Italy è più forte della crisi. Nonostante un contesto economico particolarmente complesso, nei primi sette mesi dell’anno il settore agroalimentare italiano ha accresciuto la sua presenza sui mercati esteri, con un più 18% delle esportazioni.

Questo testimonia l’ultimo rapporto Ismea, che fotografa l’andamento delle spedizioni di prodotti alimentari fuori dal Belpaese: da gennaio a luglio, le vendite all’estero hanno fruttato introiti per 34,5 miliardi di euro. Un dato che lascia ben sperare, visto che l’anno precedente, il valore delle esportazioni agroalimentari aveva toccato la cifra storica i 52 miliardi di euro in dodici mesi.

A pesare c’è la forte spinta inflattiva, ma crescono anche i volumi dei prodotti esportati, in particolare pasta, panetteria e biscotteria, vini spumanti, formaggi freschi e stagionati, prosciutti e polpe di pomodoro. L’export italiano cresce sia all’interno dell’Unione Europea (+21% nel primo semestre), che verso paesi terzi (+16%), favorito anche da un euro debole rispetto al dollaro. Aumentano le esportazioni verso Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, mentre in controtendenza i dati verso la Cina e il Giappone.