La 76ª edizione della Fiera del Peperone di Carmagnola promette di essere un vero e proprio viaggio nel gusto e nella cultura. Un’esperienza capace di stupire ed emozionare, all’insegna non solo dei sapori autentici ma anche dello spettacolo. Quest’anno le temperature hanno consentito la raccolta dei peperoni con un leggero anticipo: «La qualità e la quantità sono ottime», ci svela la sindaca Ivana Gaveglio. È lei a darci qualche anticipazione sull’evento (dal 29 agosto al 7 settembre) e su altre eccellenze tutte carmagnolesi.
Quali saranno le principali attrazioni di questa manifestazione storica che torna immancabile per celebrare il prodotto simbolo del territorio?
«Partiamo dalla serata inaugurale, venerdì 29, con ospite d’eccezione lo chef Daniele Persegani, volto di noti format televisivi. Non solo, il conduttore Tinto, vicino al nostro evento da qualche anno, ci accompagnerà nei momenti salienti, come il concorso del peperone per i produttori. Anche il critico gastronomico e volto televisivo Edoardo Raspelli sarà una presenza continua e autorevole, pronto a guidare il pubblico alla scoperta di grandi talenti della cucina italiana. Importante new entry di questa edizione sarà poi l’area eventi BTM PalaPeperone, in piazza Sant’Agostino, per ospitare showcooking, degustazioni, presentazioni letterarie e incontri a tema con importanti ospiti tra i quali Paolo Massobrio».
Una fiera quindi il cui tema non è solo il cibo ma che rappresenta anche l’occasione per dare spazio alla cultura.
«Esatto, nei fine settimana, le vie e le piazze del centro saranno animate da spettacoli itineranti, performance artistiche e installazioni pop. Immancabile il Foro Festival che ospiterà grandi artisti del panorama della cultura e della musica nazionale. Cito ad esempio Paolo Crepet, celebre psichiatra, saggista e divulgatore; Morgan, artista iconico e fuori dagli schemi; Michele Bravi, vincitore della settima edizione di X Factor Italia; Antonio Ornano, uno dei comici più brillanti e apprezzati della scena italiana e i Bnkr44, tra i protagonisti di Sanremo Giovani 2023».
Il Peperone d’Oro, riconoscimento che celebra personalità legate a Carmagnola e che danno lustro alla città, a chi verrà conferito quest’anno?
«A riceverlo sarà Arturo Villone, pioniere delle radio private, che ha iniziato la sua carriera su Radio Equipe a Carmagnola, per poi affermarsi come regista di successo per Rai e Mediaset. Ritorna anche il Premio Bontà, che quest’anno andrà al dottor Antonio Capaldi, dirigente del reparto di oncologia dell’ospedale di Carmagnola».
Non dimentichiamo un altro elemento identitario, il mercato del bestiame. Ci sarà uno spazio dedicato alla zootecnia locale?
«Il nostro Piemonte e in particolare le zone della provincia di Cuneo e di Torino che circondano Carmagnola hanno, tra le eccellenze, l’allevamento e i prodotti della filiera della carne piemontese. Ogni occasione per diffondere le corrette abitudini alimentari deve essere colta, quindi certamente anche durante la Fiera del Peperone».
Chi si occupa dell’organizzazione?
«È a cura di SGP Grandi eventi, in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale, in particolare l’Ufficio Manifestazioni. La Fiera però non potrebbe essere svolta senza la presenza determinante di tantissimi volontari, che ringrazio per la loro disponibilità. Dieci giorni intensi sono un impegno importante che si assumono con grande senso di responsabilità civica».
Quando inizia la raccolta dei peperoni?
«I peperoni di Carmagnola vengono raccolti manualmente dalla fine di luglio, rispettando il severo disciplinare di produzione del Consorzio. Hanno il marchio di qualità e il riconoscimento come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Sono apprezzati per caratteristiche di qualità e genuinità».
Com’è cambiato il settore negli anni e quanto sta crescendo da un punto di vista di qualità e quantità nella produzione?
«Ci sono stati anni in cui la malattia della virosi ha creato serie preoccupazioni tra gli agricoltori, perché non si era riusciti a trovare il modo di sconfiggerla. Quest’anno i produttori sono molto soddisfatti e, sotto le serre, i peperoni stanno dando ottimi frutti. Non abbiamo la possibilità di soddisfare la grande domanda di peperoni che si è venuta a creare perché non ci si improvvisa produttori di qualità e il prodotto resta fortemente legato ai 27 Comuni che appartengono al consorzio».
La lavorazione della canapa è un’altra pagina significativa della storia economica e sociale di Carmagnola. Che cosa resta oggi di quella filiera?
«Un museo interessantissimo e un’associazione che porta avanti con determinazione la qualità unica del seme Carmagnola, ricercato in tutto il mondo. La canapa ha qualità e opportunità d’impiego molteplici, dal seme alla fibra. Non sempre i legislatori hanno saputo distinguere e separare gli usi, pertanto la relativa filiera è stata ed è in difficoltà nonostante ottime possibilità di impiego».
A che punto è la candidatura di Carmagnola a Capitale del Libro 2026?
«Abbiamo partecipato al bando presentando un nostro dossier a fine maggio con il supporto di persone esperte nel curare i contenuti e nella comunicazione, valorizzando anche luoghi simbolici e spazi culturali cittadini. Entro il 15 settembre la giuria del Ministero della Cultura esaminerà le candidature ammesse, sapremo se saremo tra i progetti finalisti e se potremo portare avanti questo sogno».








