La Commissione europea ha presentato la “Strategia per il rinnovamento generazionale in agricoltura”, un piano d’azione volto a favorire l’ingresso dei giovani nel settore e garantire un futuro sostenibile alle aree rurali.
Bruxelles punta a raddoppiare entro il 2040 la quota di agricoltori under 40, portandola al 24% del totale. Per raggiungere questo traguardo, la Commissione raccomanda agli Stati membri di destinare almeno il 6% della spesa agricola a misure per il ricambio generazionale.
L’iniziativa nasce da una situazione critica: oggi l’età media degli agricoltori europei è di 57 anni e solo il 12% ha meno di 40 anni. In parallelo, tra il 2013 e il 2019 la popolazione giovanile nelle zone rurali dell’UE si è quasi dimezzata, passando da 3,6 a 1,9 milioni di persone nella fascia 15-24 anni.
A ciò si aggiungono difficoltà strutturali come l’accesso limitato alla terra, al credito e alle competenze, con un deficit di finanziamento stimato in oltre 14 miliardi di euro nel 2022.
La strategia individua cinque leve chiave: accesso alla terra, sostegno finanziario, competenze, condizioni di vita e successione aziendale. Tra le azioni figurano un pacchetto di avviamento obbligatorio nella prossima PAC con contributi fino a 300.000 euro, una collaborazione con la BEI per facilitare i finanziamenti, la creazione di un Osservatorio europeo del territorio per contrastare la speculazione fondiaria e sostenere la trasmissione aziendale, oltre al coinvolgimento dei giovani nei programmi Erasmus per imprenditori. Previste anche misure per migliorare la qualità della vita nelle aree rurali, come il co-finanziamento di servizi di sostituzione in caso di malattia o ferie.






