Più semplice lo smaltimento dei rifiuti

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La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per la gestione dei rifiuti aziendali, semplificando le regole per molte piccole attività e imprese agricole.

Le modifiche riguardano il “RENTRI”, il nuovo registro elettronico nato per digitalizzare la tracciabilità dei rifiuti e rendere i controlli più efficienti. Grazie a questo aggiornamento, il Ministero dell’Ambiente ha chiarito meglio chi è obbligato a iscriversi al sistema e chi, invece, può restarne fuori. L’obbligo di iscrizione rimane confermato per tutte le aziende che trattano rifiuti, per chi trasporta o commercia materiali pericolosi e per i produttori di rifiuti pericolosi in generale.

Tra i soggetti esonerati compaiono gli imprenditori agricoli con un fatturato annuo inferiore a ottomila euro e le piccole imprese con meno di dieci dipendenti che producono solo rifiuti non pericolosi. L’esclusione riguarda anche alcune attività professionali specifiche, come parrucchieri, estetisti e tatuatori, oltre a chi produce rifiuti pericolosi ma non è organizzato come ente o impresa. Per queste categorie escluse non scompare l’attenzione alla sicurezza, ma cambiano le modalità per dimostrare il corretto smaltimento. Invece di usare il registro elettronico, queste attività potranno assolvere ai propri obblighi conservando semplicemente per tre anni i formulari di trasporto o i documenti rilasciati da chi ritira i rifiuti.

Se un’azienda che oggi risulta esclusa si era già iscritta al portale nei mesi scorsi, dovrà presentare una richiesta di cancellazione online, altrimenti resterà registrata come utente volontario.

Le associazioni di categoria hanno accolto la notizia con grande favore. Coldiretti ha sottolineato come questo risultato rappresenti un passo avanti fondamentale per semplificare la vita degli agricoltori, che potranno continuare a gestire i rifiuti attraverso circuiti di raccolta organizzati e sicuri senza inutili complicazioni digitali. Anche Confagricoltura ha espresso soddisfazione, ricordando che l’obbligo di iscrizione e il pagamento del contributo annuale erano diventati un controsenso per chi, per legge, era già esentato dalla tenuta dei registri cartacei.