Tempo di MAG, quarant’anni di Fiera

Da giovedì 16 a domenica 19 marzo torna la rassegna di settore

234

Si tiene a Savigliano da giovedì 16 a domenica 19 marzo, nell’area fieristica di via Alba, la quarantesima edizione della Fiera Nazionale della Meccanizzazione Agricola. Un’edizione simbolica che, attraverso l’ingresso negli “anta”, segna la raggiunta maturità del più importante evento fieristico del Nord-Ovest, l’anno scorso tornato in presenza (dopo tre anni di stop forzato a causa del Covid) completamente rinnovato.

«Alcune delle novità introdotte nel 2022 – spiega Andrea Coletti, presidente della Fondazione Ente Manifestazioni che si occupa dell’organizzazione – trovano conferma in questa edizione. Ad esempio la serata di premiazione del Concorso Novità Tecniche, che si è svolta a fine febbraio e il MAGazine sostitutivo del catalogo, che verrà distribuito nelle settimane che precedono l’evento, così come la presenza di eVISO quale enery partner».

Molti degli espositori saranno sul tema dell’efficienza energetica, delle energie rinnovabili e della tecnologia applicata all’agricoltura. Il programma dei convegni, appuntamento abituale, verrà ampliato con varie proposte per il pubblico della fiera nel padiglione Agrimedia.

Per festeggiare il 40° compleanno, inoltre, è stata organizzata “Scatti di MAG”, una mostra sulla storia della manifestazione cui hanno collaborato gli stessi saviglianesi per raccogliere la documentazione.

«La mostra celebrativa – aggiunge Coletti – organizzata di concerto con il Comune di Savigliano, sarà allestita dal 14 marzo al 2 aprile all’interno dell’Ala polifunzionale che si affaccia su piazza del Popolo, primissima location della fiera.

Con questa rassegna, vogliamo raccontare attraverso ricordi e fotografie delle prime edizioni, come eravamo, per passare a come siamo attraverso la visione di un video che racconta le recenti trasformazioni della manifestazione. Il percorso proseguirà con uno sguardo verso il futuro, lasciando spazio ai lavori degli alunni della scuola primaria che hanno immaginato come saranno i macchinari agricoli di domani».