FederBio festeggia vent’anni di attività tracciando un bilancio del biologico in Italia, passato da settore di nicchia a motore di innovazione, sostenibilità e competitività del made in Italy.
Fondata ufficialmente nel 2005 ma con radici nella FIAO del 1992, la Federazione ricorda tra i traguardi recenti la legge del 2022, che ha introdotto il marchio nazionale del biologico, i Distretti biologici e il Piano d’Azione per promuovere produzioni e consumi bio secondo un approccio agroecologico.
Il settore ha registrato una forte crescita: oltre 2,5 milioni di ettari di SAU nel 2024 (+163,5% in dieci anni), più del 20% della superficie agricola nazionale, 97.160 operatori (+137% dal 2004) e un valore complessivo superiore a 10 miliardi di euro tra mercato interno ed export. FederBio evidenzia tuttavia le sfide legate all’instabilità geopolitica, agli eventi climatici estremi e ai costi produttivi, sottolineando l’importanza di riconoscere un “giusto prezzo” lungo la filiera e premiare pratiche che tutelano suolo, biodiversità e servizi ecosistemici. La Federazione rappresenta quasi l’intero settore biologico italiano, con cinque sezioni dedicate a produttori, certificatori, trasformatori e distributori, operatori di servizi e associazioni culturali, operando secondo un Codice etico comune. Come afferma la presidente Maria Grazia Mammuccini, l’intuizione di vent’anni fa di unire produzione, trasformazione e distribuzione resta oggi strategica per il futuro del bio in Italia.






