Dove sta andando il settore lattiero-caseario?

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Il settore lattiero-caseario mondiale si trova di fronte a una trasformazione senza precedenti, guidata da profondi cambiamenti demografici, economici e politici. Oggi questo comparto serve oltre sette miliardi di consumatori e garantisce il sostentamento a circa un miliardo di persone in tutto il mondo.

Per offrire una bussola strategica agli operatori della filiera, l’IFCN Dairy Research Network ha tracciato le linee evolutive del mercato globale da qui al 2030. Attraverso un modello di simulazione che incrocia l’andamento di domanda e offerta, l’analisi delinea uno scenario di crescita robusta, accompagnato da importanti mutamenti strutturali rilevanti per chi vive e lavora nel mondo agricolo.

Secondo le proiezioni dell’IFCN basate su uno scenario di crescita del 2,3% annuo, la produzione mondiale di latte, standardizzata al 4,0% di grassi e al 3,3% di proteine (ECM), registrerà un incremento complessivo del 35%, passando dagli 864 milioni di tonnellate del 2017 alla quota record di 1168 milioni di tonnellate entro il 2030. Questo significa che il pianeta produrrà e consumerà  304 milioni di tonnellate di latte in più rispetto al passato.

La spinta principale dietro questo imponente aumento dei consumi sarà dettata dalla crescita demografica e dall’evoluzione delle preferenze alimentari globali: entro il 2030 la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,7 miliardi di persone, il che significa l’introduzione di ben 1,2 miliardi di nuovi consumatori sul mercato.

L’epicentro di questa espansione sarà l’Asia meridionale, area in cui si prevede un vero e proprio balzo dei consumi pro capite del 40%, arrivando a toccare i 196 kg per persona. Questo fenomeno è fortemente alimentato dai rapidi processi di urbanizzazione, dall’aumento del potere d’acquisto della popolazione e da una crescente preferenza verso gli alimenti trasformati.

Dal lato dell’offerta e della gestione aziendale, il panorama mondiale degli allevamenti subirà una profonda e radicale ristrutturazione. Il processo di consolidamento globale porterà alla chiusura di circa 14 milioni di aziende agricole, riducendo il totale mondiale a 104 milioni di fattorie entro il 2030.

Questa contrazione del 12% evidenzia una chiara tendenza: un numero inferiore di stalle si troverà a gestire e produrre volumi di latte nettamente superiori.  L’unica eccezione a questo trend di concentrazione sarà l’Africa, dove si stima la nascita di nuove realtà produttive con una crescita del 9,8% nel numero di aziende, un fenomeno guidato dall’esplosione demografica e dall’emergere di piccoli produttori agricoli (smallholder). 

A livello globale, la dimensione media aziendale salirà a 4 capi per fattoria, segnando un incremento del 29% rispetto alla media di 3,1 capi registrata nel 2017. Nel complesso, la popolazione mondiale di animali da latte (vacche e bufale) raggiungerà i 417 milioni di capi entro il 2030 (+12%).

Questa crescita del patrimonio zootecnico si concentrerà soprattutto in Africa e in Asia meridionale, regioni che insieme arriveranno a ospitare il 66% degli animali da latte globali. Oltre la metà dell’aumento della produzione lattiera avverrà proprio in Asia meridionale, con la produzione regionale in crescita del 64% fino a 392 milioni di tonnellate, destinata però principalmente all’autoconsumo familiare e ai mercati domestici, limitando l’impatto diretto sui mercati globali.  Tuttavia, il dato fondamentale per i produttori è che l’impennata della produzione mondiale non sarà dettata principalmente dall’aumento del numero di animali, bensì dall’incremento dell’efficienza e della resa produttiva per singolo capo, stimata in crescita dell’1,6% all’anno, a fronte di un aumento del numero di animali di appena lo 0,9% annuo.

Sebbene l’estrema volatilità dei quadri politici ed economici possa richiedere aggiustamenti annuali dei modelli, la traiettoria strutturale di fondo evidenzia un comparto zootecnico resiliente, dinamico e proiettato verso una produttività sempre più efficiente per rispondere alla sfida alimentare dei prossimi anni.