ENEA e l’Università di Camerino hanno sviluppato un innovativo sistema di filtrazione a due stadi per trattare il digestato prodotto dagli impianti di biogas.
La tecnologia consente di recuperare fino all’80% dell’acqua in uscita e di estrarre nutrienti essenziali come azoto, fosforo e potassio, riutilizzabili come fertilizzanti e ammendanti agricoli.
Il progetto, parte dell’iniziativa BIOSOS – BIOgas SOStenibile, contribuisce agli obiettivi della strategia europea Farm to Fork, riducendo l’uso di fertilizzanti di sintesi e promuovendo sostenibilità ed economia circolare. Il processo assicura anche un elevato profilo di sicurezza microbiologica, rendendo i prodotti ottenuti adatti all’uso diretto in agricoltura. La tecnologia impiegata – già utilizzata per applicazioni alimentari, cosmetiche e nel trattamento delle acque – permette una separazione efficace di acqua e sali dalle sostanze organiche. Prossimi passi includono la sperimentazione su scala pilota, l’integrazione negli impianti di biogas e la valutazione della sostenibilità energetica. Il contesto è rilevante: nel 2022, la produzione europea di digestato ha superato i 31 milioni di tonnellate (Mt), con proiezioni di crescita fino a 177 Mt entro il 2050. In Italia si producono ogni anno circa 3 Mt, una risorsa preziosa per un’agricoltura sempre più efficiente e circolare.







