Un nuovo studio condotto dall’Università di Reading, in collaborazione con la Madras Diabetes Research Foundation di Chennai, in India, apre nuove prospettive sul ruolo dei prodotti lattiero-caseari nel controllo della glicemia. Per quattordici giorni, i ricercatori hanno confrontato gli effetti di due diete vegetariane – una latto-vegetariana e una vegana – su un gruppo di persone sane, con l’obiettivo di comprendere l’influenza dei latticini sui livelli di glucosio nel sangue. Lo studio ha coinvolto trenta individui tra i 25 e i 50 anni, privi di familiarità con il diabete, divisi in due gruppi alimentati con diete bilanciate in calorie e nutrienti, differenziate solo per la presenza o meno di latticini.
Durante l’esperimento, tutti i partecipanti hanno indossato sensori per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM), che hanno permesso di raccogliere dati accurati sull’andamento della glicemia.
I risultati hanno mostrato che chi seguiva una dieta latto-vegetariana aveva valori glicemici mediamente più bassi rispetto al gruppo vegano. Inoltre, l’analisi dei metaboliti ha indicato nei soggetti che consumavano latticini un aumento di acetilcarnitina, una sostanza potenzialmente protettiva contro lo stress ossidativo e favorevole al controllo glicemico. Al contrario, nel gruppo vegano è stato rilevato un aumento della fenilalanina postprandiale, collegato a una possibile risposta infiammatoria.
Questi dati confermano quanto emerso in studi precedenti: il consumo di latticini, soprattutto all’interno di un regime vegetariano, potrebbe avere effetti benefici sulla salute metabolica e sulla prevenzione del diabete di tipo 2.
Tuttavia, gli stessi autori sottolineano che si tratta di risultati preliminari. Per chiarire i meccanismi coinvolti e confermare questi effetti su scala più ampia, saranno necessari studi più estesi, su popolazioni diverse e con un periodo di osservazione più lungo.
In un contesto globale in cui i casi di diabete e prediabete sono in costante crescita, specialmente in Paesi come l’India dove le diete vegetariane sono molto diffuse, queste evidenze scientifiche potrebbero offrire spunti utili per future strategie nutrizionali di prevenzione e gestione della malattia.




