Il latte torna sui banchi Usa

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In una mossa che segna una netta inversione di rotta rispetto alle politiche nutrizionali dell’ultimo decennio, il presidente degli Stati Uniti ha firmato il Whole Milk for Healthy Kids Act.

La firma riporta ufficialmente il latte intero (3,25% di grassi) e il latte al 2% nelle mense scolastiche americane, ponendo fine alle restrizioni introdotte nel 2012.

La nuova legge non è solo un cambio di menu, ma rappresenta una vittoria politica e scientifica per i produttori di latte, che da anni premevano per il riconoscimento del valore nutrizionale del latte “integrale”.

Il provvedimento modifica radicalmente il National School Lunch Program (NSLP), il programma che garantisce pasti a circa 30 milioni di studenti ogni giorno. Le scuole godranno ora di una libertà di scelta senza precedenti, potendo offrire latte intero, parzialmente scremato, a basso contenuto di grassi e scremato, sia in versione bianca che aromatizzata.

Il latte potrà inoltre essere biologico o convenzionale, a discrezione dell’istituto. Una delle novità più rilevanti riguarda la semplificazione per le intolleranze alimentari. In precedenza, per ottenere un sostituto del latte (come quello di soia), era necessaria una prescrizione medica ufficiale. Con la nuova legge, sarà sufficiente una comunicazione scritta da parte di un genitore o tutore legale, riducendo sensibilmente il carico burocratico per le famiglie. Infine, la legge introduce una deroga fondamentale sul calcolo dei grassi saturi.

Mentre le normative USDA prevedono che i pasti scolastici non superino il 10% di calorie da grassi saturi, il nuovo Atto stabilisce che il latte alimentare sia escluso da questo conteggio. Ciò permette alle scuole di servire latte senza dover tagliare forzatamente i grassi da altri alimenti fondamentali come carne o formaggio per rientrare nei parametri.