L’agricoltura biologica italiana non si ferma e consolida il suo ruolo di leadership in Europa, proiettandosi verso un 2026 di grandi conferme.

Con oltre 2,5 milioni di ettari coltivati e una quota di superficie bio che ha raggiunto il 20,2% del totale nazionale – quasi il doppio rispetto alla media europea dell’11,2% – il nostro Paese è ormai a un passo dal target del 25% fissato da Bruxelles. Un obiettivo che l’Italia, dimostrando una capacità di visione strategica superiore, ha scelto di anticipare al 2027, posizionandosi come il modello di riferimento per la transizione ecologica del continente. I numeri non premiano solo la produzione, ma anche la capacità di tenuta e crescita sui mercati. Nel 2025, i consumi domestici di prodotti biologici hanno registrato un balzo a valore del +6,2%, toccando la quota record di 5,5 miliardi di euro.

Si tratta di una performance eccezionale, se si considera che la crescita del comparto bio è stata doppia rispetto a quella dell’intero settore alimentare (+3,2%). Questo trend evidenzia come, nonostante le fluttuazioni economiche, il consumatore finale sia sempre più orientato verso scelte che coniugano salute e sostenibilità.

Analizzando i canali di vendita, la Grande Distribuzione si conferma il primo sbocco commerciale con il 64% delle vendite (3,5 miliardi di euro), dai negozi specializzati da cui arrivano segnali estremamente positivi, registrando una crescita del +7,5%. Questo dato suggerisce un ritorno del consumatore verso canali che offrono maggiore di assortimento e una narrazione più efficace del legame tra terra e tavola.